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Questo è l'Argomento: Rassegna Stampa
Di seguito trovate gli articoli pubblicati per questo Argomento.


Nome argomento: Rassegna Stampa

Pd riparte dagli uscenti nella corsa a Palazzo Belgrado
Inviato da : Admin Lunedì, 17 Marzo 2008 - 14:35
Rassegna Stampa Da "Il Gazzettino" del 13 marzo 2008

«Sì c'è anche il mio nome». Cristiano Shaurli è confermato tra i candidati del Partito Democratico per la corsa al consiglio provinciale, nonostante alcuni rumors lo dessero per "trombato". «Faccio politica al servizio della gente e del partito - commenta lui, segretario provinciale del Pd - La mia candidatura a presidente aveva creato perplessità in alcuni alleati e il Pd ha deciso altrimenti». Optando per l'imprenditore Diego Travan: «Una candidatura innovativa che terrà unita la coalizione». Il partito comunque l'ha inserito nella lista: «Ne sono felice". Poi ringrazia i coordinamenti locali del partito e, in particolare, «Gianni Cumin (sindaco di Campolongo al Torre che gli "ha ceduto" il posto in lista al collegio di Fiumicello ndr) perché non è facile mettere a disposizione del partito la propria ambizione». Oltre a Shaurli, il Pd conferma tutti i consiglieri provinciali uscenti: Renato Antonelli, Piergiorgio Domenis , Aldo Burelli, Francesco Martines, Debora Serracchiani, Arnaldo Scarabelli ed Ermilio Taverna. Diversi i sindaci in lista: oltre a Domenis e Martines, Giordano Menis (ex Sdi), Annamaria Toneatto e Gabriele Marini, nonché gli assessori Antonino Trigatti, Erica Gonano, Roberto Pascolat e vari consiglieri comunali.
«Una lista competitiva, composta per il 30 per cento da donne, e molti giovani. Una squadra di forte espressività territoriale e numerosi amministratori che portano il valore aggiunto della loro esperienza», dichiara Shaurli. Ecco i nomi dei 30 candidati: Renato Antonelli, Piergiorgio Domenis , Aldo Burelli, Francesco Martines, Debora Serracchiani, Cristiano Shaurli, Arnaldo Scarabelli, Ermilio Taverna, Giordano Menis , Annamaria Toneatto, Gabriele Marini, Antonino Trigatti, Erica Gonano, Roberto Pascolat, Giancarlo Bianchini, Roberto D'Eredità, Loris Agosto, Isabella De Monte, Andrea Plazzotta, Albano Fagiani, Maria Letizia Burtulo, Giovanni Polesello, Elisa De Sabbata , Andrea Lerussi, Mariarosa Lesa, Massimiliano Verona, Carmelo Attinà, Stefania Fantin, Lilia Bertolini e Carlos Corvino.

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Diaspora socialista - Menis tra i democratici
Inviato da : Admin Mercoledì, 05 Marzo 2008 - 12:28
Rassegna Stampa Da "Il Gazzettino" del 2 marzo 2008

Dopo Giorgio Baiutti, Giordano Menis . I socialisti friulani perdono un altro punto di riferimento importante nella zona collinare. Il sindaco di Treppo Grande, capogruppo uscente in Provincia, ha infatti scelto di aderire al Partito Democratico e sarà uno dei candidati di punta dei veltroniani alle prossime elezioni provinciali.
Il caso Menis rischia di alimentare la tensione tra Ps e Pd che già si era percepita nei giorni scorsi, durante le trattative per la formazione di una coalizione compatta di centrosinistra in vista delle provinciali. Anche se Franco Giunchi, della segreteria socialista, non forza i toni del suo commento: «È una scelta che subodoravamo - spiega Giunchi - Evidentemente Menis ritiene che il socialismo sia superato e che il Ps non abbia ragion d'essere, poi evidentemente è più semplice e comodo correre con un partito grande...». Ma non partono accuse esplicite di opportunismo: «È una valutazione politica che ha una sua logica, anche se io non condivido il fatto che si possa entrare alla spicciolata in un partito, mi pare che in questo modo ci sia il rischio di scomparire. E poi il Pd non ha risolto due nodi fondamentali: laicità della politica e collocazione europea nel Pse».
D'accordo, ma la scelta di Giordano Menis renderà impossibile l'accordo con il Pd sulle provinciali? «Indubbiamente non aiuta - risponde Giunchi - ma non credo che questi aspetti debbano influenzare la decisione complessiva. Domani (oggi per chi legge, ndr) faremo una valutazione interna prima di comunicare la nostra decisione al Pd. Il problema - conclude l'ex segretario provinciale dello Sdi - è un po' quello posto da Cecotti: ci chiediamo se questa coalizione garantisca quell'autonomia dal livello regionale che la configurazione della nostra regione richiede. Perché le Province in Italia possono anche essere inutili, ma in Friuli Venezia Giulia no, dal momento che in regione c'è un ruolo un po' sbilanciato e la provincia di Udine dev'essere capace di una certa autonomia». Oggi il Ps tornerà a riunirsi e conta di riuscire a dare una risposta al Pd sulla sua presenza nella coalizione.Ma perché Giordano Menis ha scelto il Pd? «Il mio non è, e non vuole essere, un abbandono polemico, ma una decisione maturata lentamente, sofferta e dolorosa. Una scelta peraltro condivisa da tanti amici e compagni». Con queste parole Menis ha ufficializzato la sua uscita dal Partito socialista per aderire al neo costituito Pd. In un salone gremito di amministratori e cittadini della zona collinare, l'incontro è stato aperto dal consigliere regionale Giorgio Baiutti, l'altro ex socialista che si è soffermato sulle problematiche della nostra Regione, con particolare riguardo alle imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale. Poi è stata la volta, appunto, di Menis che nel suo intervento ha ricordato i tanti anni di militanza socialista: «Credo che il quadro politico vada semplificato - ha aggiunto - e noto, attorno al nuovo progetto guidato da Veltroni, un'atmosfera di entusiasmo e freschezza. La presenza questa sera di tanti amici, con cui ho condiviso tanti anni di passione ed impegno nel partito socialista, mi incoraggiano e rendono meno dolorosa questa scelta. Inoltre, constatare la presenza di tantissimi giovani mi fa intravedere prospettive positive per questo nuovo soggetto politico. Sono peraltro convinto che le idee socialiste possano trovare spazio e considerazione all'interno del Pd». Le parole di Menis, a tratti caratterizzate da una evidente emozione, hanno preceduto gli interventi del senatore Carlo Pegorer e dell'onorevole Ivano Strizzolo. I due parlamentari si sono compiaciuti della scelta maturata da tante persone, impegnate in politica ed amministrazione, congratulandosi tra l'altro per la vasta e qualificata partecipazione. Ripercorrendo le ultime vicende politiche nazionali i due esponenti del Pd hanno tracciato il nuovo percorso che il partito si accinge ad intraprendere.

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Menis (SDI): "Centrodestra assenteista"
Inviato da : Admin Venerdì, 20 Gennaio 2006 - 16:47
Rassegna Stampa Da "Il Gazzettino" del 18 gennaio 2006

Giordano Menis è arrabbiato. Il consigliere provinciale dello Sdi non ha digerito il modo in cui la Provincia ha diffuso la notizia del rinvio del voto sul successore di Fausto Deganutti alla presidenza della commissione Pubblica istruzione, patrimonio provinciale ed edilizia scolastica.
Come si ricorderà l'ex consigliere di Forza Italia - passato nei mesi scorsi al Nuovo Psi e di fatto uscito dalla maggioranza che sostiene la giunta Strassoldo - si era dimesso dalla presidenza di commissione dopo aver messo nel conto la possibilità di candidarsi direttamente, e in contrapposizione a Strassoldo, alla massima carica della Provincia. Il problema è che la riunione incaricata di scegliere il suo successore è stata disertata da due dei tre consiglieri di centrodestra, Maddalena Provini di An e l'autonomista Enore Picco. "Noi del centrosinistra - fa notare Menis - avremmo potuto tranquillamente nominare presidente di commissione un nostro componente, proprio per denunciare il frequente assenteismo di alcuni commissari della maggioranza. Tanto che Pietro Del Frate dei Ds aveva proposto il mio nome. A quel punto però - prosegue il resoconto dell'esponente del centrosinistra - Vito Zucchi di Forza Italia, unico presente della maggioranza, ha chiesto il rinvio della nomina, che è stata accolta senza però garantire accordi di alcun tipo sulla futura scelta del presidente. Come aveva spiegato chiaramente il collega Ivano Strizzolo, vicepresidente della commissione, parlando anche a nome mio e di Del Frate".
Dunque - a sentire il centrosinistra - quanto accaduto in commissione non è affatto "ordinario" e non vi è alcuna intesa tra i due poli. Duro il commento di Menis sul modo in cui l'ente ha divulgato i lavori della commissione: "Informazione incompleta e di parte".

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Lo Sdi: gaffe di Strassoldo al convegno della Cciaa
Inviato da : Admin Mercoledì, 02 Novembre 2005 - 10:46
Rassegna Stampa Da "Il Messaggero Veneto" del 27 ottobre 2005

"Sarà anche una banale gaffe ma se a commetterla è il presidente della Provincia, di fronte ad un teatro gremito di autorità il fatto non può essere considerato una semplice sbadataggine". Il consigliere provinciale Giordano Menis rileva che "in occasione della manifestazione di premiazione del lavoro e progresso economico al Teatro Nuovo Strassoldo ha evidenziato la presenza in sala dei rappresentanti dell'istituzione provinciale citando un assessore, Fabrizio Cigolot, e il consigliere Adriano Piuzzi. Non ha invece considerato il vicepresidente vicario del consiglio provinciale Elisetta Moretti e i consiglieri Tiziana Cividini, Flavio Pressacco, Pio Costantini, Fausto Deganutti, Pietro Del Frate, Ivano Strizzolo, Enzo Barazza, Ermenegildo Toso ed il sottoscritto. Perchè citarne solo due?".

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Anche Menis (SDI) tifa per le Primarie
Inviato da : Admin Martedì, 25 Ottobre 2005 - 17:09
Rassegna Stampa Da "Il Gazzettino" del 20 ottobre 2005

Giordano Menis promuove l'idea di Franco Corleone: sì alle elezioni primarie, o comunque a una forma di coinvolgimento dei militanti di centrosinistra nella scelta del candidato presidente della Provincia da contrapporre a Marzio Strassoldo.
Il consigliere provinciale dello Sdi, sindaco di Treppo Grande, fa sapere anzi che gli Stati generali del centrosinistra - quell'assemblea auspicata da Corleone, aperta a tutti gli amministratori ma anche a esponenti dell'associazionismo - "era già stata messa in cantiere per l'inizio di ottobre, poi si è deciso di soprassedere. Ma io sono convinto che si potrebbe rivelare molto utile: le primarie nazionali ci hanno insegnato l'importanza del più ampio coinvolgimento nella scelta del candidato". Una scelta che potrebbe anche rivelarsi netta e plebiscitaria. "E in quel caso - osserva ancora Menis - non occorrerebbero neppure le primarie". Nel caso di contrapposizione tra più candidature, invece, la cosa migliore sarebbe consultare gli elettori.
"Io sono convinto che Strassoldo si possa battere - assicura il consigliere - anche perché continua a dichiararsi certo di vincere e questo secondo me è in realtà un segnale di insicurezza". Menis è altresì convinto che in questo momento la coalizione debba preoccuparsi di "unire le forze, come ci chiedono gli elettori. E in questo senso non mi piace molto il progetto che il mio partito sta portando avanti a livello nazionale, la creazione di un soggetto politico distinto con radicali e Nuovo Psi".

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"Mai gravi incidenti sul ponte di Tissino"
Inviato da : Admin Giovedì, 29 Settembre 2005 - 15:35
Rassegna Stampa Da "Il Messaggero Veneto" del 27 settembre 2005

Buja. Mancano i dati a legittimare la proposta di rifacimento del ponte di Tissino. E' questo in sostanza che si è ripetuto per l'ennesima volta l'altra sera durante la riunione al centro comunitario di Avilla, indetta dal comitato per la salvaguardia del manufatto. Enea Baracchini, rappresentante del comitato, ha invitato il dottor Matteo Ermacora a dipanare le matasse di un racconto fatto di emarginazione e anni bellici, per dare radici alla storia di tante opere costruite nel periodo della grande guerra, tra queste, anche il ponte di Tissino. Ma i toni pastello della rievocazione storica hanno ceduto infine il passo alle voci di tanti bujesi presenti in sala. Tra questi anche rappresentanti istituzionali: per l'amministrazione bujese, gli assessori Rosj Domini e Giovanni Calligaro, diversi consiglieri di minoranza e il consigliere provinciale Giordano Menis. Tra il pubblico anche Paolo Pischiutti, direttore del dipartimento di prevenzione dell'ASS 3 Alto Friuli che ha sottolineato l'inesistenza, in corrispondenza del ponte, di passati incidenti con feriti gravi o mortali. Ma anzi, secondo lo stesso Pischiutti, il restringimento della carreggiata, al quale viene imputata la presunta pericolosità del tratto, potrebbe funzionare viceversa come un dissuasore della stessa. Diversi invece, dati alla mano, i punti critici lungo la provinciale tra i quali non compare il chilometro del ponte. L'imputazione della pericolosità del tratto, più volte attribuita alla provincia, è stata messa in discussione anche dal consigliere provinciale Menis che ha ripercorso sinteticamente la nascita del progetto. "Un emendamento dell'ultimo minuto", così lo ha definito, ricordando che "non venne inserito da subito nel bilancio preventivo per l'anno 2003, in conseguenza alla stimata pericolosità del tratto, ma solo all'ultimo momento". "In sede di consiglio - ha proseguito Menis - presentai inoltre una question time nella quale mettevo a conoscenza l'assemblea della petizione popolare in atto e avanzavo la richiesta al presidente di riunire allo stesso tavolo le parti: provincia, amministrazione comunale e comitato. Quella richiesta risale alla primavera del 2004. Sto ancora aspettando una risposta". Ma un altra risposta, quella sul destino del ponte di Tissino, arriverà presto: la commissione per l'approvazione del progetto si riunirà infatti domani sera mettendo così un punto alla questione. Traguardo che tanti sperano concretizzarsi in una pausa di riflessione, utile a riesaminare il progetto.

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Occhi puntati sul traforo di Monte Croce Carnico
Inviato da : Admin Martedì, 16 Agosto 2005 - 14:32
Rassegna Stampa Da "Il Gazzettino" del 4 agosto 2005

I sindaci della Valle del But sono favorevoli al traforo del Monte Croce Carnico, ma solo se leggero e a basso impatto ambientale. All'indomani dell'incontro Illy-Haider, si è scatenata una vera e propria corsa alla primogenitura del traforo in quota, contrastata da chi, come la Provincia di Udine, resta ancorata alle sue originarie intenzioni. «I Comuni della Valle del But e della Carinzia si sono espressi chiaramente in merito alle nuove possibili soluzioni viarie di collegamento fra l'Italia e l'Austria sostenendo attraverso un documento indirizzato ai governatori Riccardo Illy e Joerg Haider - afferma il presidente della Comunità montana della Carnia, Lino Not - la realizzazione di un traforo "alto" del Monte Croce, a basso impatto ambientale e volto a sviluppare il comparto turistico delle due aree». Una posizione, questa, che è stata ribadita, nel marzo scorso, durante una riunione a Kotschach-Mauthen. «In quell'occasione - sottolinea Not - i sindaci presenti hanno firmato un documento nel quale chiedevano, alle rispettive amministrazioni regionali, di prendere in considerazione la possibilità di realizzare un traforo "alto" per permettere una libera e veloce comunicazione fra le due regioni con conseguenti ricadute positive nel settore turistico. Non capisco, quindi, come la Provincia di Udine possa affermare di essersi fatta portavoce delle istanze del territorio chiedendo ad Haider, Illy e ai rappresentanti dell'Anas, la costruzione di un traforo della lunghezza di oltre 8 chilometri, aperto anche ai mezzi pesanti».
La bocciatura del progetto avanzato dalla Provincia di Udine ha sollevato il malcontento di palazzo Belgrado. «Mi dispiace che il governatore Illy abbia perso il suo usuale aplomb, offendendo, con le sue dichiarazioni, un ente e un suo rappresentante eletti dalla cittadinanza» commenta l'assessore provinciale udinese alla Montagna, Vittorio Caroli. «Nella lettera inviata ad Haider, Illy e ai rappresentanti dell'Anas - ha aggiunto - ci siamo limitati a chiedere alle autorità competenti, se il progetto di traforo potesse essere oggetto di una revisione decisionale per corrispondere le richieste di chi popola la montagna».
Non la pensa allo stesso modo Giordano Menis , consigliere provinciale dello Sdi. «Pare oramai che il presidente Strassoldo e la sua Giunta abbiano toccato veramente il fondo, pur di "mostrarsi" e apparire ciò che in realtà non sono - dice Menis - Strassoldo chiede il voto degli emigranti per le regionali del 2008, scrive una lettera ad Haider ed alla autorità centrali italiane ed austriache sul traforo di Monte Croce, che giustamente Illy giudica estemporanea e imbarazzante. Pur di comparire, di questo passo ci troveremo Strassoldo a disquisire sul sesso degli angeli».

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Strassoldo vanitoso? L'Unione attacca
Inviato da : Admin Venerdì, 03 Giugno 2005 - 14:49
Rassegna Stampa Da "Il Gazzettino" del 24 maggio 2005

Il centrosinista è convinto che il presidente della Provincia Marzio Strassoldo si preoccupi più dell'immagine che dei contenuti della sua attività politica. E su questo presunto narcisismo istituzionale ha deciso di affondare i colpi.
Su sette interrogazioni-lampo discusse ieri in consiglio provinciale durante il question time, quattro riguardavano decisioni di giunta relative alla comunicazione e all'estetica. I tre capigruppo dell'Unione - Pietro Del Frate dei Ds, Ivano Strizzolo della Margherita e Giordano Menis dello Sdi - hanno messo in piazza l'incarico di rivisitare graficamente il marchio della Provincia, affidato a una società privata e ricompensato con 24.720 euro. Come pure le venti uscite promozionali su un settimanale locale (spesa di 12mila euro), e l'incarico di realizzare una rassegna stampa elettronica, affidato a privati per 9600 euro l'anno. «Dello stemma della Provincia - ha risposto Strassoldo con il solito tono pacato, quasi le accuse fossero rivolte ad altri - esistevano diverse versioni e non si sapeva neppure quale fosse quella vera. Dobbiamo invece dare un'immagine coordinata dell'ente».
Quanto ai "redazionali" sulla stampa locale, il presidente è convinto che servano a mettere nel giusto risalto le attività della Provincia «a beneficio di tutti i consiglieri, anche di opposizione». A proposito della rassegna stampa affidata all'esterno, nonostante il recente potenziamento dell'ufficio stampa, Strassoldo fa infine notare che «non aveva senso impiegare persone qualificate in un lungo lavoro di forbici e colla, oggi che esistono sistemi informatici assai più rapidi e snelli».
Un'altra curiosa interrogazione, avanzata dal diessino Ermenegildo Toso, chiedeva ragione delle nuove fotografie ufficiali scattate proprio ieri mattina e destinate a essere inserite nel sito internet dell'ente: «Ma come? - si è chiesto Toso - avevamo fatto le foto meno di un anno fa e già non vanno più bene?». «Andavano benissimo - gli ha spiegato Strassoldo - ma non erano di qualità perfetta per internet. Le nuove immagini comunque non costeranno nulla perché sono state realizzate tutte con risorse interne, mentre per le vecchie abbiamo speso 2496 euro».
Anche Fausto Deganutti, il consigliere che di recente è passato da Forza Italia al gruppo misto, ha stuzzicato il presidente sul tema della comunicazione, chiedendo ragione della partecipazione del capufficio stampa della Provincia, il giornalista Renato Cracina, alla presentazione della nuova associazione culturale che molti vedono come il partito in pectore di Strassoldo. A Deganutti è stato segnalato che Cracina avrebbe partecipato in modo attivo alla manifestazione, distribuendo materiale illustrativo, ma Strassoldo ha escluso che ciò sia avvenuto, ricordando che il giornalista era semplicemente al seguito del presidente. Botta e risposta anche sui recenti cambiamenti logistici: Giordano Menis (Sdi) considera i nuovi spazi poco dignitosi per i consiglieri, l'assessore Paride Cargnelutti assicura che si trattava semplicemente di trovare un'anticamera dignitosa per i visitatori in attesa.

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Nuovo attacco del centro-sinistra...
Inviato da : Admin Venerdì, 03 Giugno 2005 - 14:47
Rassegna Stampa Da "Il Gazzettino" del 18 maggio 2005

Nuovo attacco del centrosinistra alla gestione della comunicazione da parte del presidente della Provincia Marzio Strassoldo. Giordano Menis , esponente dello Sdi e capo del gruppo misto a Palazzo Belgrado, ha molto da ridire sull'affidamento di due incarichi esterni da parte dell'amministrazione di centrodestra. «Recentemente - si legge in un comunicato - è stato affidato ad una società privata, per la modica cifra di 9600 euro per un anno, il compito di monitorare quotidiani e periodici locali selezionando gli articoli che contengono 41 "parole magiche", cioé tutti i cognomi e nomi degli amministratori provinciali e quelli dei presidenti delle altre tre province della nostra regione. In pratica si tratta di "leggere" tre, dicasi tre, quotidiani, otto periodici e due quotidiani nazionali estrapolando gli eventuali articoli che contengono le "parole magiche"». A questo punto Menis obietta che tale compito «potrebbe essere tranquillamente svolto dal megaufficio stampa della Provincia, che peraltro cura già la rassegna stampa, senza dover impiegare fondi pubblici che potevano essere utilizzati diversamente».
L'altro incarico contestato riguarda invece la rivisitazione grafica del marchio della Provincia: «È stato affidato un incarico ad una società privata - scrive il consigliere provinciale dello Sdi - per un importo di ben 24.720 euro». Terzo capo d'accusa: l'amministrazione - sempre secondo Menis - «ha incaricato un settimanale locale di allegare un inserto sulla Provincia, per venti uscite, pagando tale servizio 12mila euro».
Già nei mesi scorsi Menis e altri colleghi consiglieri del centrosinistra avevano tirato le orecchie alla giunta Strassoldo per i costi della comunicazione: «Nel 2004 - ricorda il sindaco di Treppo Grande - è stato speso quasi un miliardo di vecchie lire per questa finalità e oggi l'andazzo continua».
Il consigliere osserva come invece non si trovino adeguate risorse finanziarie per altre esigenze operative, ad esempio «per sostituire un computer scalcinato e obsoleto, richiesto da oltre un anno e in più occasioni, al servizio dei dodici consiglieri di opposizione».

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"Strassoldo allarga l'ufficio e crea disagi ai consiglieri"
Inviato da : Admin Venerdì, 03 Giugno 2005 - 14:45
Rassegna Stampa Da "Il Gazzettino" del 10 maggio 2005

Il presidente Marzio Strassoldo in un nuovo, grande ufficio. I consiglieri impegnati nelle commissioni - anche 14 persone contemporanemente - costretti invece a lavorare in una stanza angusta. Così Giordano Menis , esponente dello Sdi e capo del gruppo misto in Provincia, riassume polemicamente la recente scelta logistica del numero uno di Palazzo Belgrado, accusando implicitamente di megalomania il leader della maggioranza di centrodestra.
«Dobbiamo ringraziare Strassoldo, bontà sua, che ci ha lasciato a disposizione per lo svolgimento dei consigli provinciali il salone principale - osserva con ironia Menis , sindaco di Treppo Grande e consigliere provinciale di centrosinistra - per il resto si è appropriato delle stanze finora destinate alle riunioni delle 13 commissioni consiliari per destinarle a proprio ufficio. In tal modo ha reso ancora più difficoltosa l'attività dei consiglieri, dimostrando uno spregio inaudito nei confronti delle rappresentanze consiliari dell'istituzione Provincia». Menis porta ad esempio la riunione di venerdì scorso della commissione Viabilità: «Tra commissari, tecnici e altri intervenuti eravamo in 14 persone in una stanza, ex ufficio del presidente, che evidentemente Strassoldo considera stretta ed angusta per sé ma non per 14 persone, ed in certe occasioni anche di più. Faccio notare che molte volte si riuniscono più commissioni in contemporanea, e già prima gli spazi erano pochi e molte volte ci si riuniva in stanze di transito. Ora oltre alla diminuzione del numero delle stanze si registra una notevole diminuzione delle superfici, e quindi degli spazi, delle stanze stesse. Solo due stanze a disposizione della Giunta e di tutte le commissioni, tra cui una stanza di transito».
Menis fa notare poi come il nuovo ufficio del presidente sia «talmente grande da richiedere, forse, un impianto di amplificazione per poter dialogare tra i presenti. Si consideri poi che, oltre al mega ufficio, il presidente ha destinato alla sua anticamera e all'ufficio stampa le due sale più grandi e rappresentative del Palazzo». Il consigliere conclude augurandosi che la scelta sia dettata «dalla paura di dover presto abbandonare questi luoghi. In tal caso è comprensibile, anche se non condivisibile, questo ultimo aggrapparsi ai simboli di un potere che sta sfuggendo».

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Giuste le critiche di Sette a Fi
Inviato da : Admin Giovedì, 05 Maggio 2005 - 14:26
Rassegna Stampa Da "Il Messaggero Veneto" del 26 aprile 2005

Lo SDI applaude alle critiche rivolte dall'ex assessore provinciale Lanfranco Sette a Fi in materia di viabilità nella Bassa. "Le dichiarazioni positive sull'operato della giunta Illy da parte dell'ex assessore provinciale Lanfranco Sette - dice il capogruppo di Palazzo Belgrado, Giordano Menis - hanno finalmente reso giustizia e smascherato il freddo e cinico atteggiamento tenuto dal presidente della Provincia di Udine, Marzio Strassoldo, in questi ultimi due anni, nei confronti del governatore del Friuli Venezia Giulia".
Menis accusa il centro-destra provinciale di utilizzare "ogni pretesto per criticare oltremodo l'operato della maggioranza regionale - spiega -. Ora Sette smaschera questo modo di far politica denunciando i metodi che utilizza Forza Italia, che sembra avere oramai tempo solo per battaglie politiche interne invece di fare cose utili per la gente".
Il referente del gruppo misto aggiunge che "l'ex assessore ed ex esponente di Forza Italia non fa che ripetere ciò che noi da tempo abbiamo denunciato - spiega -. L'enorme impegno economico che la giunta Strassoldo ha profuso durante il 2004, quasi un miliardo di vecchie lire, per la promozione della propria immagine, unitamente alla contigua denigrazione dell'operato di Illy, dovevano essere i cardini della strategia per riproporsi vincenti all'elettorato alle elezioni del prossimo anno. Mi auguro che la recente sconfitta subita dalla Casa delle libertà alle consultazioni regionali faccia cambiare atteggiamento alla maggioranza provinciale consigliando loro di agire con maggior obiettività e correttezza".

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L'Unione attacca: il centro-destra teme la sconfitta
Inviato da : Admin Lunedì, 02 Maggio 2005 - 12:05
Rassegna Stampa Da "Il Messaggero Veneto" del 16 aprile 2005

"Dietro la sicurezza del presidente Strassoldo, che scommette sulla vittoria al primo turno nel 2006, si celano la paura del centro-destra che perde consensi e unità". L'Unione prende atto che il rimpasto è chiuso e che la maggioranza a palazzo Belgrado tiene senza problemi, ma prepara una lunga campagna elettorale in vista del prossimo anno. L'Unione parla di "Provincia matrigna", di "propaganda e culto dell'immagine", di "ente con le mani sui Comuni". Il "ci rivedremo a Filippi" salito dai banchi dello SDI la dice lunga sulla tregua, solo apparente, che il consiglio di ieri pareva avere dato a Strassoldo. Se il tema della revoca di Irene Revelant e Lanfranco Sette non è bastato a mettere in difficoltà la Cdl, il centro-sinistra promette battaglia sui temi dell'amministrazione, già al lavoro - dice - su un programma alternativo a quello della Cdl.
"Imporremo con i mezzi consentiti discussioni in consiglio - annuncia Giordano Menis - sui vari temi di competenza della Provincia, montagna, viabilità, ambiente, rifiuti in modo che l'opinione pubblica sappia ciò che davvero accade a palazzo. E dirandando così la cortina fumogena che con un miliardo di vecchie lire speso per la comunicazione nel solo 2004 è stata creata attorno alla verità".
Menis, ma anche Flavio Pressacco ("dichiarazioni incredibili"), Pietro Del Frate ("pagina triste") si preparano a dare battaglia a una coalizione che, da qui al 2006, ha promesso un'accelerazione sul programma di governo.
"La spocchia e la sicurezza di vincere denotano un'estrema insicurezza e il timore della disgregazione della Cdl - aggiungono dall'Unione - sia per i dati che emergono a livello provinciale e di singoli comuni. Il 2006 della Cdl presenta un panorama abbastanza grigio". Questo non significa che assumiamo "atteggiamenti trionfalistici - precisa Menis - ma che li incalzeremo e faremo venire meno la baldanza e l'arroganza che sono apparse. Primo segno di timore". Così anche Emo Chinese (Ds) che considera "insufficienti i fondi per la montagna e il referendum che ha lasciato strascichi evidenti", scatenando la polemica con il vicepresidente Renato Carlantoni (An) che parla di "referendum democraticom che ha sancito la volontà della gente".

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